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FAMIGLIA TUTOR

La famiglia tutor supporta i beneficiari, in collaborazione con l’operatore e con la Caritas diocesana. Inoltre è chiamata a coinvolgere la comunità (parrocchiale o religiosa) per attivare opportunità di integrazione sociale e perseguire gli obiettivi del percorso di autonomia abitativa e lavorativa per le persone accolte.

FONDAZIONE MIGRANTES

Fondazione che opera dal 1987 come organismo pastorale collegato alla CEI ma dotato di personalità giuridica e canonica autonoma. In base agli articoli 1 e 3 dello statuto, rivisto nel 2012, la fondazione Migrantes ha come compiti quelli di “accompagnare   e   sostenere   le Chiese   particolari   nella   conoscenza,   nell’opera   di   evangelizzazione   e nella cura pastorale dei migranti, italiani e stranieri, per promuovere nelle comunità cristiane atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi, per stimolare nella società civile la comprensione e la valorizzazione   della   loro   identità   in   un   clima   di   pacifica convivenza,con l’attenzione alla tutela dei diritti della persona e della famiglia migrante e alla promozione della cittadinanza responsabile dei migranti”.

Le categorie di migranti seguite in particolare dalla fondazione sono:

gli immigrati stranieri

i migranti interni italiani

i rifugiati, i profughi, gli apolidi e i richiedenti asilo

gli emigrati italiani

la gente dello spettacolo viaggiante

i Rom, Sinti e nomadi

FOTOSEGNALAMENTO

Il primo passaggio amministrativo che i richiedenti asilo devono compiere, in base al diritto europeo e a quello italiano, per poter essere correttamente identificati dalla autorità di polizia italiane, al momento della presentazione della domanda di protezione internazionale. Tutti i beneficiari del progetto dei corridoi umanitari sono stati fotosegnalati al posto di polizia di frontiera presso l’aeroporto di Roma Fiumicino, il primo posto di frontiera incontrato in territorio italiano, e quindi europeo.

Infatti, a livello europeo nel 2000 è stato istituito un sistema per il confronto dei dati relativi alle impronte digitali raccolte negli Stati membri, l’EURODAC(Reg. 2725/2000), per permettere alle autorità dello Stato, di fronte alle quali uno straniero faccia richiesta di protezione internazionale, di verificare se egli abbia già presentato analoga richiesta o se sia stato già fotosegnalato dalle autorità del paese di primo ingresso nel territorio europeo. Tale sistema, volto a evitare il moltiplicarsi di richiesta di protezione internazionale da parte di una stessa persona in paesi europei diversi, si fonda sul principio della competenza del primo stato di ingresso come l’unico competente a valutare la richiesta di protezione internazionale, anche qualora lo straniero si sposti poi in altri Stati membri dell’Unione Europea, come previsto dal Regolamento di Dublino III sul diritto di asilo nell’Unione Europea.