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SELEZIONE

La selezione dei beneficiari avviene nei diversi campi profughi, con un processo di interviste fatte a più riprese ai membri delle famiglie selezionate in base al criterio della vulnerabilità, tra quelle indicate dagli elenchi dell’UNHCR e dall’associazione Gandhi Charity.

Nel corso dei colloqui viene spiegato il funzionamento del programma dei corridoi umanitari, la sua durata, gli obblighi per i beneficiari rispetto all’espletamento delle procedure per fare la richiesta di protezione internazionale, i diritti e i doveri dei beneficiari e delle caritas che li accolgono per quanto riguarda sia l’accoglienza abitativa e il sostegno economico sia l’attivazione di percorsi di integrazione linguistico- scolastica e abitativa.

Per questo motivo, gli operatori di Caritas Italiana svolgono in loco, nei campi profughi o nei luoghi di residenza dei potenziali beneficiari, almeno tre colloqui prima dell’effettiva selezione. Il primo incontro è volto alla conoscenza reciproca e della situazione peculiare delle persone, con riferimento particolare a eventuali problematiche mediche specifiche; durante il secondo viene descritto il progetto e il percorso di accoglienza in Italia e vengono verificati i documenti dei beneficiari; il terzo incontro avviene quando la selezione è stata fatta ma va approfondita con i beneficiari la formazione pre-partenza anche rispetto alla specifica destinazione di arrivo dei beneficiari. In questo incontro vengono mostrate foto e video della nuova abitazione o della città di destinazione e eventualmente anche di presentazione degli operatori e della famiglia tutor.

Durante i colloqui un ruolo fondamentale è svolto dai mediatori che conoscendo le persone, i loro contesti di origine, la lingua e la vita nei campi, aiutano a spiegare loro il nuovo contesto di arrivo in Italia. In questo contesto, è attivato anche un percorso di supporto psicologico per i beneficiari che presentano vulnerabilità particolari in questo ambito.

Per quanto riguarda lo screening medico, essendo il programma rivolto a beneficiari con vulnerabilità, rappresenta un elemento importante, sia per la selezione dei beneficiari sia per l’individuazione di un matching il più appropriato possibile con le diverse caritas locali disponibili ad accogliere i beneficiari.

SPRAR

Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati è il servizio del Ministero dell'interno che gestisce i progetti di accoglienza, di assistenza e di integrazione dei richiedenti asilo in strutture sparse in tutto il territorio nazionale. E’ considerato il secondo livello di accoglienza, perché ha sempre accolto persone provenienti da altre strutture, come CAS e CARA, in cui invece vengono accolte gli stranieri subito dopo essere giunti in Italia e aver presentato la domanda di asilo. E’ stato istituito dalla legge 189/2002, la cosiddetta Bossi-Fini, che ha disciplinato organicamente il diritto di asilo e alla cittadinanza italiana. In base alle modifiche apportate a tale disciplina dai due decreti sicurezza e integrazione del 2019, solo gli stranieri a cui è stato riconosciuto uno dei due status di protezione internazionale e i minori non accompagnati possono accedere al sistema SPRAR. I richiedenti asilo e i titolari di protezione umanitaria non possono più essere inseriti in tale sistema.